La presa di posizione dell’UNGDCEC sugli Studi di Settore 2009

Manca meno di un mese alla scadenza prevista per l’autoliquidazione delle imposte dovute da imprese e professionisti sui redditi generati nel periodo d’imposta 2008, e ancora non è disponibile il sistema di calcolo dei ricavi presunti, modificato per tener conto della crisi economica iniziata nello scorso periodo d’imposta. L’Unione Nazionale dei Giovani Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ha diramato nella serata di ieri un comunicato stampa per chiedere la disapplicazione degli Studi di Settore per il 2009.

Ecco il testo del comunicato:

 

Con riferimento ai redditi dichiarati nel modello Unico 2009, l’UNGDCEC chiede che vengano disapplicati gli studi di settore.

Tale rinnovata necessità di disapplicazione, nasce dall’incertezza in cui imprese e professionisti si trovano ad operare a pochi giorni dalla scadenza prevista per le liquidazioni delle imposte dovute sui redditi conseguiti nel passato esercizio, visto che a tutt’oggi ancora non sono disponibili le modalità di calcolo dei ricavi presunti che tengano conto della persistente congiuntura economica sfavorevole.

In un contesto economico permeato da forte imprevedibilità, la consapevolezza che gli accertamenti possano essere ricondotti alla verifica di quanto effettivamente introitato, potrebbe favorire l’instaurazione di quel clima positivo di cui oggi hanno bisogno le realtà produttive del Paese.

La compilazione dello studio di settore, disapplicato nella funzione di accertamento, potrebbe trovare utilità nella raccolta dei dati a fini statistici che avranno maggior valore di quanto oggi utilizzato per la revisione, visto che saranno reali e riscontrabili nelle dichiarazioni fiscali rese dai contribuenti.

L’UNGDCEC, ferme le considerazioni suesposte, trova comunque imprescindibile un differimento dei termini di versamento alla data del 16 luglio, senza l’applicazione di maggiorazione, per i soggetti cui dovessero trovare applicazione gli studi.

Roma, 19 maggio 2009.

 

È bene ricordare che, tra le altre cose, la revisione del calcolo dei ricavi presunti degli Studi non è in grado di riflettere efficacemente la crisi economica giacché le modalità con cui la crisi si concretizza non necessariamente vanno a colpire i ricavi, riducendoli, in quanto in taluni casi può essersi manifestata con un deciso incremento dei costi a parità (o quasi) di fatturato.

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