Il nuovo regime dei minimi dal 2012

La prima manovra correttiva del 2011 (D.L. n. 98/2011, convertito con modifiche dalla Legge n. 111/2011) ha modificato le disposizioni che regolano il c.d. regime dei minimi (introdotto dall’art. 1, commi 96-117, L. 244/2007, nota come Legge Finanziaria 2008). Il regime agevolato in questione, previsto per le attività d’impresa e professionali esercitate da persone fisiche residenti, ha subito cambiamenti sia nell’aliquota dell’imposta sostitutiva IRPEF applicabile (che si abbassa al 5%), che nelle condizioni di accesso o permanenza. Continua a leggere “Il nuovo regime dei minimi dal 2012”

Dal 1° aprile 2011 operativo il reverse charge nel commercio all’ingrosso di telefonini e componenti per personal computer

L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 59/E del 23/12/2010 dà gli opportuni chiarimenti sull’introduzione nell’ordinamento IVA italiano del meccanismo dell’inversione contabile (c.d. reverse charge) nelle cessioni di telefonini e di componenti per personal computer, a seguito dell’ottenimento, nel mese di novembre 2010, della necessaria autorizzazione UE a derogare l’ordinaria applicazione dell’IVA, che ha reso operativa la previsione contenuta nel comma 45 della legge finanziaria per il 2007. Continua a leggere “Dal 1° aprile 2011 operativo il reverse charge nel commercio all’ingrosso di telefonini e componenti per personal computer”

Metodo storico per la determinazione dell’acconto dei contribuenti che entrano nel regime dei minimi

Il prossimo 30 novembre scade il termine per il versamento del secondo acconto delle imposte dirette per persone fisiche, lavoratori autonomi, ditte individuali e società. Restano esclusi i contribuenti che adottano il regime delle nuove iniziative produttive per i quali l’IRPEF, con aliquota sostitutiva del 10%, va versata solamente a saldo entro il 16 giugno dell’anno successivo (mentre per l’IRAP è previsto il meccanismo di saldo e acconto). Come di consueto, quanto dovuto in acconto può essere determinato con il metodo storico, basandosi sull’imposta a debito dell’anno d’imposta precedente, ovvero con il metodo previsionale che considera i redditi che effettivamente il contribuente registra nell’anno in corso, al netto delle eventuali detrazioni per le quali avrà diritto (ad esempio le detrazioni sugli interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti nell’anno). Continua a leggere “Metodo storico per la determinazione dell’acconto dei contribuenti che entrano nel regime dei minimi”

Regime dei minimi e prestazioni ex art. 7 D.P.R. 633/1972

Il regime dei minimi prevede specifiche condizioni soggettive ed oggettive per potervi aderire. Ad esempio, il contribuente “minimo” non può effettuare cessioni all’esportazione (vale a dire vendite fuori dall’Unione Europea) ed operazioni assimilate (artt. 8, 8-bis, 9, 71 e 72, D.P.R. 633/1972). Può invece effettuare operazioni che non soddisfano il requsito della territorialità ai sensi degli artt. 7 e ss. D.P.R. 633/1972? Continua a leggere “Regime dei minimi e prestazioni ex art. 7 D.P.R. 633/1972”

Regime dei minimi o nuove iniziative produttive: quale scegliere?

Chi inizia una nuova attività d’impresa o di lavoro autonomo, deve scegliere il regime fiscale più adeguato in relazione alla propria dimensione e alla specifica situazione soggettiva in cui si trova. Nel nostro ordinamento tributario esistono due regimi agevolati alternativi: si tratta del regime dei minimi, introdotto dall’art. 1, commi 96-117, L. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008), e del regime nuove iniziative produttive (c.d. forfettino), previsto dall’art. 13, L. 388/2000 (Legge Finanziaria 2001). Continua a leggere “Regime dei minimi o nuove iniziative produttive: quale scegliere?”

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