La prima manovra correttiva del 2011 (D.L. n. 98/2011, convertito con modifiche dalla Legge n. 111/2011) ha modificato le disposizioni che regolano il c.d. regime dei minimi (introdotto dall’art. 1, commi 96-117, L. 244/2007, nota come Legge Finanziaria 2008). Il regime agevolato in questione, previsto per le attività d’impresa e professionali esercitate da persone fisiche residenti, ha subito cambiamenti sia nell’aliquota dell’imposta sostitutiva IRPEF applicabile (che si abbassa al 5%), che nelle condizioni di accesso o permanenza. Prosegui la lettura…
L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 59/E del 23/12/2010 dà gli opportuni chiarimenti sull’introduzione nell’ordinamento IVA italiano del meccanismo dell’inversione contabile (c.d. reverse charge) nelle cessioni di telefonini e di componenti per personal computer, a seguito dell’ottenimento, nel mese di novembre 2010, della necessaria autorizzazione UE a derogare l’ordinaria applicazione dell’IVA, che ha reso operativa la previsione contenuta nel comma 45 della legge finanziaria per il 2007. Prosegui la lettura…
Il prossimo 30 novembre scade il termine per il versamento del secondo acconto delle imposte dirette per persone fisiche, lavoratori autonomi, ditte individuali e società. Restano esclusi i contribuenti che adottano il regime delle nuove iniziative produttive per i quali l’IRPEF, con aliquota sostitutiva del 10%, va versata solamente a saldo entro il 16 giugno dell’anno successivo (mentre per l’IRAP è previsto il meccanismo di saldo e acconto). Come di consueto, quanto dovuto in acconto può essere determinato con il metodo storico, basandosi sull’imposta a debito dell’anno d’imposta precedente, ovvero con il metodo previsionale che considera i redditi che effettivamente il contribuente registra nell’anno in corso, al netto delle eventuali detrazioni per le quali avrà diritto (ad esempio le detrazioni sugli interventi di ristrutturazione edilizia eseguiti nell’anno). Prosegui la lettura…
Il regime dei minimi prevede specifiche condizioni soggettive ed oggettive per potervi aderire. Ad esempio, il contribuente “minimo” non può effettuare cessioni all’esportazione (vale a dire vendite fuori dall’Unione Europea) ed operazioni assimilate (artt. 8, 8-bis, 9, 71 e 72, D.P.R. 633/1972). Può invece effettuare operazioni che non soddisfano il requsito della territorialità ai sensi degli artt. 7 e ss. D.P.R. 633/1972? Prosegui la lettura…
Chi inizia una nuova attività d’impresa o di lavoro autonomo, deve scegliere il regime fiscale più adeguato in relazione alla propria dimensione e alla specifica situazione soggettiva in cui si trova. Nel nostro ordinamento tributario esistono due regimi agevolati alternativi: si tratta del regime dei minimi, introdotto dall’art. 1, commi 96-117, L. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008), e del regime nuove iniziative produttive (c.d. forfettino), previsto dall’art. 13, L. 388/2000 (Legge Finanziaria 2001). Prosegui la lettura…
Il regime dei contribuenti minimi, introdotto con la Legge 24/12/2007 n. 244 (c.d. Finanziaria 2008), prevede alcuni requisiti specifici da soddisfare affinché il contribuente possa aderire a tale regime fiscale agevolato. In particolare, la norma prevede che il contribuente non possa sostenere spese per lavoro dipendente e collaboratori di cui all’art. 50, comma 1, lettere c) e c-bis), Tuir e cioè spese per borsisti o tirocinanti, collaboratori a progetto o coordinati e continuativi, anche se familiari. Esiste però un’eccezione, legata alle prestazioni occasionali. Prosegui la lettura…